High School Cthulhu

Autori: Simone Raspi e Mattia Arnaudo

Casa editrice: Gear Games

Data di pubblicazione: 7 Aprile 2025

Genere: GDR

Numero pagine: 260

Lingua: Italiano

Trama
Scrittura
Giocabilità
Preparazione

Recensione

High School Cthulhu, edito da Gear Games, è un gioco prevalentemente narrativo che riesce a unire due mondi apparentemente lontanissimi: il dramma adolescenziale tipico delle serie TV degli anni ’90 e l’orrore cosmico dei Miti di Cthulhu di H. P. Lovecraft. È un accostamento tanto bizzarro quanto intrigante, che tenta di costruire un ecosistema narrativo in cui i due generi coesistono e si alimentano a vicenda.

Fin dalle prime pagine, il manuale dichiara apertamente le sue ispirazioni. I riferimenti a serie come Beverly Hills 90210, Dawson’s Creek o Buffy l’Ammazzavampiri costituiscono la struttura emotiva e relazionale del gioco. In questo contesto, i personaggi saranno quindi degli studenti liceali alle prese con tutti i problemi che si affrontano a quell’età: amicizie, rivalità, amori, drammi familiari e, ovviamente, orrori cosmici in agguato dietro l’angolo.

La meccanica di gioco di High School Cthulhu è semplice e lascia molto spazio alla narrazione. Questo gioco, infatti, utilizza il Director’s Cut System, un sistema basato su tiro di un pool di dadi a sei facce. L’adozione di questo sistema, a mio avviso, è un punto di forza per chi ama i Giochi di Ruolo poco impegnativi in cui il flusso narrativo ha la precedenza sulla complessità delle meccaniche.

Trattandosi di un gioco che attinge a piene mani dai Miti di Cthulhu, non poteva mancare una meccanica legata alla follia, un elemento che oltre ad avere implicazioni sulla meccanica di gioco relativa al proprio personaggio, fornisce grandi spunti per l’interpretazione.

Uno degli aspetti più riusciti del gioco è l’ambientazione. Questo gioco è infatti ambientato ad una Innsmouth reinventata negli anni ’90. Contrariamente alla cittadina decadente e isolata descritta da Lovecraft negli anni ’30, questa Innsmouth somiglia quasi più alla Derry dei romanzi di Stephen King o ancora alla città di Hawkinds della serie Stranger Things.

Dal punto di vista editoriale, il manuale è ben organizzato e di facile consultazione. Dopo l’introduzione e la spiegazione del sistema, troviamo una sezione dedicata alla creazione dei personaggi. Sebbene ad una prima occhiata possa sembrare molto materiale, la creazione dei personaggi guida passo passo il giocatore, e nel caso in cui non si voglia creare il proprio personaggio si potranno comunque utilizzare dei personaggi pregenerati che sono forniti all’interno del manuale.

Successivamente alla creazione del personaggio seguono i capitoli dedicati alle regole di gioco, alla gestione delle scene e agli strumenti per il Regista (Game Master). Particolarmente utile è la sezione dedicata al bestiario, che propone versioni adattate agli anni ’90 di mostri classici dei Miti di Cthulhu, e quella dedicata alla città di Innsmouth, completa di luoghi iconici, punti di interesse e PNG, che aiutano a rendere la città viva.

L’aspetto grafico è curato e coerente con il tono di questo gioco. Le illustrazioni dal gusto retrò usano palette di colori che evocano l’estetica dei magazine degli anni ’90, e non mancano elementi che richiamano a sticker che si potevano tranquillamente trovare all’interno di un diario. Personalmente mi ha fatto molto sorridere trovarmi davanti ad immagini che sono ormai diventati meme, ma che negli anni ’90 non era raro ritrovare sullo schermo tornando a casa da scuola e guardando la propria serie TV preferita, che fosse Dawson’s Creek o OC.

Quello che più mi ha colpito di High School Cthulhu è la sua capacità di creare un equilibrio tra leggerezza e tensione. Le dinamiche scolastiche e relazionali offrono momenti di respiro e comicità, mentre l’orrore lovecraftiano incombe costantemente sullo sfondo, pronto a emergere nei momenti meno opportuni. Questa alternanza può dare vita a sessioni o campagne molto interessanti. Un altro punto a favore è la versatilità del tono. Il gruppo può scegliere infatti di orientarsi verso una campagna più leggera e parodistica, oppure verso un orrore più cupo e opprimente, semplicemente modulando il tipo di scene e il peso dato alle meccaniche di follia.

In definitiva, High School Cthulhu è un prodotto molto ben confezionato e dall’identità forte. Se amate l’estetica anni ’90, i drammi adolescenziali e i brividi lovecraftiani, troverete in High School Cthulhu un’esperienza di gioco fresca e memorabile.

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