
Autore: Marilena Mazzilli
Casa editrice: Self publishing
Data di pubblicazione: 20 dicembre 2020
Genere: Fantasy
Numero pagine: 230
Saga: Storie di castelli volume 1
Trama
Un orologio antico e silenzioso scandisce segreti dimenticati, un castello diventa lo scenario di eventi soprannaturali e vite intrecciate dal destino. Nel 1840 una misteriosa figura incappucciata e un ingranaggio enigmatico danno avvio a una catena di eventi che cambierà per sempre la vita della casata Countercry. Elizabeth, giovane erede del castello, è tormentata dalla scomparsa inspiegabile di sua madre la notte della sua nascita e dall’orologio che ha suonato solo una volta in decenni. Nel 1977, Bel Ercry, una brillante restauratrice, è attirata irresistibilmente da questo castello ormai abbandonato e dal suo oscuro passato. Man mano che i segreti vengono alla luce, scopre connessioni inaspettate tra presente e passato, mentre i confini del tempo e dello spazio si dissolvono. Un viaggio emozionante attraverso epoche diverse, dove amore, mistero e magia si intrecciano in una storia che vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultimo rintocco.
“Il tempo è relativo e scorre indipendentemente dal nostro volere. Nessuno può controllarlo o quasi.”
Gemelle nel tempo
Recensione
Siamo nel 1840 quando conosciamo Elizabeth, figlia del conte Alfonso Countercry ed erede del bellissimo castello appartenente alla sua casata. La giovane vive una vita felice, con il padre amorevole e una zia gentile e buona, che si è presa cura di lei dopo la misteriosissima sparizione della madre, Rosemary. Questa è infatti l’unica ombra nella vita della ragazza: la storia narra che appena data alla luce Elizabeth, Rosemary sia letteralmente scomparsa dalla camera dove aveva appena partorito, per non tornare più. Quando alla ragazza viene presentato il bel Alfred, i due si innamorano e si sposano, restando a vivere nel castello. La narrazione ci porta anche nel 1977 dove Bel Ercry inizia un lavoro di restauro proprio nel castello fatiscente della casata Countercry, per volere del conte Antonio, ultimo erede. La giovane inizia il lavoro entusiasta, tra vecchi corridoi ricchi di storia, tra leggende e antichi dipinti raffiguranti gli avi della casata, tra cui spiccano Elizabeth e Alfred, con la loro figlia Sofia. Un’altra disgrazia è accaduta loro, però: la notte in cui Elizabeth dette alla luce Sofia, nacque anche la sua gemella, Rose, che però scomparve improvvisamente e inspiegabilmente pochi minuti dopo essere nata, esattamente come era successo alla madre di Elizabeth. In comune con le due sparizioni c’è il rintocco di un antico orologio, che ha suonato solo quelle due volte…
Ho finito la lettura di “Gemelle nel tempo” di Marilena Mazzilli in pochissimi giorni, complice la scrittura scorrevole e una trama parecchio accattivante. I viaggi nel tempo sono tra le mie cose preferite in assoluto, datemi qualche salto avanti e indietro nel tempo e mi avrete conquistata. Mazzilli parte da un luogo, un castello antico, e ci costruisce intorno una bella storia familiare, con tanti personaggi e un mistero da svelare. A volte mi sono dovuta fermare per ricordarmi chi era chi e come si collegavano i personaggi tra loro, soprattutto quelli maschili: con Antonio, Alfonso e Alfred mi trovavo sempre confusa. Ma dopo essermi fatta uno schemino è stato tutto più chiaro.
Il libro come dicevo si fa leggere benissimo e riesce a intrattenere, ma è evidente la scrittura acerba dell’autrice. Infatti più procedevo nella lettura, più pensavo che poteva essere tutto strutturato in maniera molto più approfondita, più sviscerato. Il libro è più un racconto breve che un romanzo vero e proprio, ho trovato che per il tipo di storia e di intreccio narrativo che l’autrice aveva creato, avere come spazio poco più di duecento pagine fosse davvero troppo poco. Anche perché, in così poco spazio, i nodi sono venuti al pettine subito: non so se fosse intenzione dell’autrice, ma, quello che immagino dovesse essere il colpo di scena, si capiva dal primo istante. Fortunatamente un secondo colpo di scena arrivato alla fine ha corretto il tiro e reso piacevole il finale del romanzo. Anche la storia dell’orologiaio, che tra l’altro è fondamentale ai fini della trama, l’ho trovata appena accennata, giusto un assaggio di ciò che invece poteva essere. Ogni scena, ogni pov, ogni storyline poteva essere approfondita tantissimo, poteva essere raccontata e analizzata molto molto di più, rendendo il romanzo ricco e completo, facendolo diventare un’avventura epica. Ho trovato inoltre una mancanza di un vero correttore di bozze: ci sono parecchi errori grammaticali, ma soprattutto frasi troppo brevi. Il punto non è l’unico segno di punteggiatura, qualche virgola in più e i due punti qua e là avrebbero reso la scrittura più fluida.
I personaggi creati da Mazzini sono ben caratterizzati e carismatici, anche se numerosi: nonostante il poco spazio, è riuscita a creare per ognuno caratteristiche evidenti e particolari, che li hanno resi subito piacevoli per i lettori. È stata brava a rendere coerente il tutto nonostante i viaggi nel tempo: passiamo da metà 1800, fino al 1970. Vari anni, vari membri della casata Countercry, ma un albero genealogico che, dopo il primo smarrimento, diventa chiaro e coerente per tutto il romanzo. Ho apprezzato anche l’utilizzo di vari punti di vista, che hanno aiutato meglio a immergersi nella storia e a capire i sentimenti e le emozioni dei personaggi.
In conclusione mi sento di consigliare “Gemelle nel tempo” a chi come me ama tantissimo i viaggi nel tempo e vuole leggere una storia particolare e affascinante, sottolineo però che da esordio dell’autrice il libro ha una scrittura acerba e che alla fine, anche se comunque appagati, si resta con un po’ di insoddisfazione perché poteva esserci di più.

