L’esilio di Drizzt / Il mondo di sopra

Autore: R. A. Salvatore

Casa editrice: Armenia

Data di pubblicazione: 8 gennaio 1990

Genere: Fantasy

Numero pagine: 286

Saga: Trilogia degli elfi oscuri #3

Trama
Scrittura
Personaggi

Trama

Astuzia e coraggio hanno già aiutato Drizzt ad abbandonare il mondo delle tenebre; ora che non è più una creatura delle viscere della terra, Drizzt non ha rimpianti per aver rinnegato le proprie origini nè ha nostalgia dell’eterna notte del Buio Profondo. Desidererebbe stringere amicizia con gli abitanti della superficie, far capire loro che ha scelto di vivere alla luce del sole, ma, ahimè, come non fu facile impresa sottrarsi all’ira funesta dei suoi simili, così ora è arduo farsi accettare da quella gente che gli elfi scuri teme, peggio, aborrisce, e che alla vista di uno di loro prova un moto di repulsione, fugge per paura di rimanere vittima di qualche orrendo incantesimo. È ancora guerra per l’elfo scuro?

«Il cuore di un ranger» sussurrò Montolio, volgendosi dall’altra parte.
Con il suo udito eccezionale, Drizzt colse il commento, ma non comprese pienamente.

L’esilio di Drizzt

Recensione

Ultimo libro della prima trilogia che riguarda Drizzt Do’Urden.
Ammetto che l’ho trovato particolarmente slegato dall’insieme della trilogia: se i primi due libri hanno una narrazione che è di presentazione del personaggio e delle difficoltà che ha affrontato a livello personale, nel terzo sembra si voglia mantenere lo stesso livello di difficoltà ma aggiungendo combattimenti fini a se stessi.


Ogni personaggio che Drizzt incontra e ogni nemico sembrano un blocco nella narrazione che dovrebbe aggiungere qualcosa, quando invece sono tutte ripetizioni dello stesso concetto, e cioè il valutare una persona sulla base di quello che fa e non dell’aspetto che ha.
Tutto con l’idea di giustificare il fatto che Drizzt sia un ranger. Ecco, il terzo libro sembra la giustificazione per una scheda nel gioco di ruolo, quando scegli una classe e devi spiegare come è arrivato a fare quella classe tramite un addestramento specifico; mentre i primi due libri sembrano un giustificare e spiegare la psicologia del personaggio, questo è un “e ha queste capacità perché ha fatto questo addestramento”.
Il nemico centrale pare debole se confrontato a ciò che abbiamo visto affrontare a Drizzt nei libri precedenti, un cacciatore di teste qualsiasi non ha la stessa carica di un mindflyer o uno matrona drow.
La narrazione è interessante, ma non posso fare a meno di pensare che sia meno coinvolgente delle precedenti, perché sembra scollegata dal tutto.

Gli ultimi capitoli sono la base di legami importanti che Drizzt avrà per tutti i libri successivi, ma tre quarti del libro sembrano solo piccoli episodi, come se dovessero essere dei racconti laterali inseriti a forza in una narrazione più ampia.

Non dico che il libro non sia bello ma, a mio parere, è il più facilmente dimenticabile.
I prossimi libri avranno avventure più grandi ed epiche e metteranno un po’ in ombra questo volume.
Però qui finisce la trilogia che crea e presenta uno dei ranger più conosciuti al mondo dopo Aragorn e ranger Smith.
Stringete i denti nella lettura di questo anche se non vi convince, perché i libri successivi saranno qualcosa di grandioso, anche se il Mondo Sotterraneo rimarrà sempre nel mio cuore.
E poi esiste una saga incentrata solo sui drow; magari un giorno ne parlerò.




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