
Autore: Samuel Clarice Mui
Casa editrice: Narrattiva
Data di pubblicazione: 2025
Genere: GDR journaling game
Numero pagine: 28
Trama
Nei panni di una donna sulla trentina, segnata da una vita difficile e da un profondo senso di solitudine, incontreremo un uomo capace di farci sentire finalmente viste, desiderate, amate. Quando ci offrirà la possibilità di trasferirci nella sua villa e vivere insieme per sempre, accetteremo senza esitazione, convinte di aver trovato ciò che ci è sempre mancato.
Ma presto scopriremo che il suo amore ha un prezzo. Lui desidera trasformarci, lentamente e inesorabilmente, fino a renderci qualcosa di diverso: un cavallo, nel corpo e nella mente. E noi, giorno dopo giorno, accetteremo ogni cambiamento, giustificandolo come una prova d’amore.
Mentre il nostro corpo muta e la nostra identità si sgretola, riaffioreranno i ricordi della vita passata, fatti di solitudine e distanza, sempre più lontani e sfuocati. Saremo così trascinate in una discesa inquietante fatta di dipendenza emotiva, perdita di sé e trasformazione, fino a un punto di non ritorno.
E a quel punto, resterà solo una domanda: quanto di noi sarà ancora rimasto?
Quando Lui ti offre una stanza nella sua villa dove potrete vivere insieme felici per il resto della vita, tu dici sì, anche se l’unica condizione è che sarai trasformata chirurgicamente e mentalmente in un cavallo…
Horse Girl
Recensione
Dal punto di vista della giocabilità, Horse Girl utilizza meccaniche semplici ma molto efficaci: carte da poker, un dado e una torre Jenga che aggiunge tensione fisica all’esperienza. Il sistema di prompt casuali mantiene alta la varietà narrativa, mentre l’uso del diario rende il coinvolgimento personale e profondo. Alcune meccaniche, come il disegno sul corpo, aumentano ulteriormente l’impatto emotivo e simbolico.
L’esperienza, tuttavia, è tutt’altro che leggera: può risultare psicologicamente impegnativa e persino difficile da portare a termine. Non è raro sentire il bisogno di interrompere la partita prima della conclusione, proprio per l’intensità dei temi trattati.
Il gioco ruota principalmente attorno alla protagonista, una donna fragile e sola, con cui è facile entrare in empatia. Nonostante sia l’unico vero punto di vista, il personaggio è costruito in modo efficace grazie ai ricordi, alle emozioni e alle scelte che emergono durante la partita.
L’uomo, pur rimanendo una figura quasi indefinita, è centrale: rappresenta una presenza dominante e manipolatoria, più simbolica che concreta. Proprio questa mancanza di dettagli lo rende ancora più inquietante, trasformandolo nell’incarnazione di una relazione abusiva. I personaggi, quindi, non sono complessi nel senso tradizionale, ma funzionano perfettamente come strumenti per veicolare i temi del gioco.


La scrittura di Horse Girl è estremamente evocativa e disturbante, capace di trasmettere un forte senso di inquietudine fin dalle prime righe. In poche pagine riesce a costruire un’esperienza narrativa intensa, dove ogni elemento contribuisce a creare disagio e coinvolgimento emotivo. I prompt sono studiati per spingere chi gioca a esplorare tematiche profonde come la dipendenza affettiva, la perdita di identità e il body horror, senza mai risultare superflui. Anche l’aspetto grafico, con immagini di sfondo minimali ma incisive, rafforza ulteriormente l’atmosfera opprimente del gioco.
Giocare Horse Girl è un’esperienza potente e fuori dagli schemi, a tratti disturbante capace di lasciare il segno. Non è un gioco per tutti, e non è escluso che non finiate la partita perché troppo intensa, ma per chi cerca qualcosa di diverso, profondo e provocatorio, rappresenta un piccolo ma significativo gioiello.
