Urbis – città di pietra

Autore: Flavia Imperi

Casa editrice: Acheron Books

Data di pubblicazione: 10 dicembre 2024

Genere: Fantasy, Urban fantasy, Narrativa

Numero pagine: 320

Trama
Scrittura
Personaggi

Trama

Roma, oggi. Ade è un ragazzo squattrinato di periferia, nerd fino al midollo e appassionato di giochi di ruolo fantasy. Durante un evento clandestino organizzato a Villa Borghese, scatena un potere che non sapeva di possedere e dà vita alla statua di Apollo e Dafne. Ma non ha solo distrutto un’opera d’arte, ha liberato una ninfa selvaggia e in cerca di vendetta. Da millenni, infatti, l’Urbe è teatro di una guerra tra i ferox, antiche e minacciose creature dalla forma animale, e gli archimaghi, gli unici in grado di fermarle trasformandole in statue. Grazie all’aiuto di Mia, una gatta randagia dalla doppia vita, per lui si aprono le porte dell’Arcadia, l’esclusiva accademia in grado di insegnargli a controllare i propri poteri. Significa avere l’opportunità di rimediare al danno commesso… e di trovare, finalmente, il proprio posto nel mondo. Ma la posta in gioco è più alta di quello che sembra, e tra battaglie all’ultima goccia di icore, arti fantasma e cacce ai mostri tra i luoghi iconici di Roma, Ade deve imparare a destreggiarsi tra i segreti dell’Arcadia e del mondo degli archimaghi, prima che un antico male si risvegli.

“Ti è mai capitato di scorgere qualcosa di impossibile, come una luce nel cielo, un’ombra che non dovrebbe esserci, poi voltarti e scoprire che era scomparsa? Ecco, avrai visto chissà quanti ferox e poi te ne sei dimenticato.” 

Urbis – città di pietra

Recensione

Ade è un normalissimo ragazzino romano, con pochi amici, una madre assente e moltissimo fattore nerd. Quando incontra per caso un vecchio amico, Sandor, e la sorella di lui, Chiara, si prende immediatamente una cotta per lei e si lascia trascinare in un gioco clandestino e misterioso: il Lupercatching. Il gioco consiste nel dare la caccia ai ferox, ovvero creature come volpi mannare, licantropi ecc… cariche di icore. Insomma, archimaghi contro ferox.  Nonostante Ade non capisca nulla di ciò che gli viene spiegato, partecipa provando a cavarsela e, tra una goffaggine e l’altra, risveglia per errore Dafne, proprio la ninfa che fino a quel momento riposava pietrificata nella statua del Bernini “Apollo e Dafne”, perdendo anche una mano. Scopre così di essere un archimago, come i suoi due amici, e di avere un potere che gli permette di plasmare la materia attraverso l’arto fantasma. Gli archimaghi fanno parte di famiglie antiche di scultori, artisti, architetti, pittori, perciò Ade si sente irrimediabilmente fuori posto. Ora che ha scoperto la sua vera natura, dovrà andare alla scuola per archimaghi, la Arcadia, dove i professori gli insegneranno ad usare il suo sconosciuto potere, che è notevole, per essere uno spontaneo. Tra amicizie nuove, la cotta per Chiara che aumenta ogni giorno e lezioni complicate, Ade si ritroverà a svelare anche un mistero annidato tra le mura dell’Arcadia, tra mille pericoli, studenti scomparsi e Dafne che gli dà la caccia aizzandogli contro i peggiori mostri da incubo.  Ade però non è il solo che cammina tra i corridoi dell’Arcadia: seguiamo fin dalle prime pagine Mia, una gattina mannara tigrata, che ha perso la sua amica volpe ed è disposta a tutto pur di trovarla. Mia scopre che Scilla è stata catturata per il Lupercatching e si infiltra per liberarla, ma resta così invischiata con gli archimaghi e finisce anche lei alla scuola. L’unico di cui sente di potersi fidare è Ade e, un po’ gatta un po’ umana, indaga per aiutare Scilla e Ade. 

Mi sono completamente innamorata di “Urbis – città di pietra” di Flavia Imperi fin dalle prime pagine. Con la sua scrittura è riuscita a coinvolgermi e intrattenermi, descrivendo dei personaggi stupendi con cui è impossibile non empatizzare, grazie al mondo incredibile che ha creato tra le strade di Roma e anche grazie alle scene d’azione, che mi hanno entusiasmata tantissimo. Flavia Imperi costruisce un mondo nel nostro mondo, una Roma nascosta, dove i monumenti e le statue diventano magici. Gioca con Roma, con le sue strade e la sua arte, dalla sua creazione a oggi. Sì, perché anche i famosi Romolo e Remo sono fondamentali. Come dicevo, il world building è originalissimo, dettagliato e delineato bene e in modo coerente. Nulla viene lasciato al caso e niente resta in superficie. Imperi spiega tutto, racconta tutto, dà vita, forma e scopo a tutto. 

I personaggi sono tra i punti fondamentali della storia, come i secondari che Imperi ha reso stupendi, come il centauro infermiere Nesso, gli inquietanti gemelli Borghese, i severi professori, la volpe Scilla e il licantropo Leuco, l’amico/nemico Nikolas e ovviamente Sandor e Chiara, fratellastri e amici di Ade, che lo trascinano nel mondo dell’Arcadia. E poi loro, i due protagonisti principali, Ade e Mia. Grazie all’alternarsi dei loro due punti di vista riusciamo a leggere la storia da ogni angolazione, dai corridoi e le aule scolastiche con Ade, alle cavità e i nascondigli con Mia. Il loro diverso modo di vivere l’Arcadia è piacevole da leggere, mette tutto su più prospettive e tiene il lettore in allerta, sicuro che succederà qualcosa che non si aspetta. Inoltre il loro rapporto è bellissimo, dolce e tenero. 

In una scuola magica che nasconde più di quello che sembra, tra sotterranei, stanze misteriose e aule scolastiche, Flavia Imperi ci racconta la sua storia magica, intrattenendoci e facendosi sognare un mondo in cui le statue e i monumenti non sono solo ciò che i nostri occhi vedono. Crea qualcosa di incantato e affascinante, accompagnato da una scrittura ottima, fluida e scorrevole. 

Se cercate un romanzo fantasy diverso dal solito, con un’accademia, bei personaggi e tanta magia, “Urbis – città di pietra” è ciò che fa per voi, io personalmente l’ho apprezzato tantissimo! Ogni giorno non vedevo l’ora di potermi ritagliare del tempo per aprire il libro e tuffarmi tra le pagine, per viaggiare in una Roma inedita, per scoprire cosa nascondevano i corridoi dell’Arcadia e cosa avrebbero combinato Ade e Mia.

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