Jane negli Abissi

Autori: Vera Brogsol

Casa editrice: Terre di Mezzo

Data di pubblicazione: 6 Marzo 2026

Genere: Graphic Novel

Numero pagine: 368

Illustratore: Vera Brogsol

Personaggi
Trama
Illustrazioni

Trama

Jane è una ragazza rimasta orfana che vive in un’epoca in cui una donna non può ereditare i propri beni se non è sposata. Dopo la morte dei genitori, il suo orribile cugino vuole impossessarsi della casa e del patrimonio di famiglia e Jane rischia di ritrovarsi senza nulla. Ma Jane porta con sé anche un segreto: si sente responsabile della scomparsa del fratellino, un episodio che continua a pesare sulla sua vita.

L’unica possibilità che le rimane è trovare un marito. Jane è innamorata di Peter, un ragazzo del villaggio, e decide di chiedergli di sposarla. Peter accetta, ma prima che il matrimonio possa diventare realtà viene attirato da una bellissima sirena e trascinato negli abissi. La sirena non è interessata all’amore: vuole sacrificare Peter per conservare la propria giovinezza.

Jane decide allora di seguirlo e si tuffa nell’oceano, entrando in un mondo popolato da creature fantastiche e pericolose. Negli abissi dovrà cercare Peter e affrontare una serie di avventure, ma anche confrontarsi con le proprie paure, con il senso di colpa per ciò che è successo al fratellino e con l’immagine che ha di se stessa. Quello che comincia come un viaggio per salvare il ragazzo che ama diventa così anche un percorso attraverso il quale Jane dovrà imparare a riconoscere il proprio valore, indipendentemente da come gli altri la vedono.

“Entrambi abbiamo un problema e sposarci, li risolverebbe entrambi”

Jane negli Abissi

Recensione

Jane negli abissi secondo me è un vero capolavoro e non mi stupisco che abbia vinto premi importanti come l’Eisner Award . È una storia che parla agli adolescenti, ma che per me va molto oltre il pubblico a cui è destinata: è un vero viaggio, costruito intorno a personaggi che hanno grande profondità che cambiano, si scoprono e imparano a guardarsi con occhi diversi.

Jane inizialmente è una ragazza che suscita compassione. È rimasta orfana, rischia di perdere la casa e il patrimonio di famiglia per una legge assurda che impedisce alle donne di ereditare, inoltre, porta sulle spalle anche il peso enorme della scomparsa del fratellino, di cui si sente responsabile. Ultimo ma non ultimo nella sua vita è stata continuamente giudicata per il suo aspetto fisico, per la sua dieta, per i capelli e per tutto quello che secondo gli altri non va in lei.

Ma Vera Brosgol evita la scorciatoia molto facile che poteva venire semplice usare: Jane non è semplicemente la ragazza buona che viene ingiustamente giudicata da una società superficiale. Anche Jane è superficiale. È innamorata di Peter soprattutto perché è bello, senza conoscerlo davvero, tanto da arrivare a chiederle di sposarla in uno dei dialoghi che colpiscono di più nella storia, mettendo in chiaro la convenienza di quel matrimonio ma sottolineando come lei sia davvero innamorata.. Jane combatte quindi utilizzando gli stessi meccanismi che la fanno soffrire, solo che all’inizio non se ne rende conto.

Ed è proprio questo a rendere interessante la sua crescita. Negli abissi Jane incontra personaggi che le permettono di mettere progressivamente in discussione quello che crede di sapere sull’amore, sulla bellezza e persino su se stessa. Non cambia perché improvvisamente qualcuno le spiega quale sia la cosa giusta da pensare: cambia perché quello che le accade la costringe a guardare il mondo da prospettive diverse.

La cosa bella di Jane negli Abissi però è che non cresce soltanto Jane, crescono praticamente tutti i personaggi. Anche Peter, anche i personaggi che inizialmente sembrano avere un ruolo più semplice e, soprattutto, anche le sirene. Brosgol non le trasforma in semplici villain da sconfiggere: dietro le loro azioni ci sono paure, desideri e contraddizioni. E anche per loro la storia trova uno spazio conclusivo, evitando di lasciarle semplicemente sul fondo del mare come il male da cui l’eroina deve liberarsi.

Il viaggio di Jane sotto il mare come detto è un percorso di crescita nel quale le avventure, gli incontri e i pericoli servono a farle cambiare progressivamente prospettiva. Ma l’autrice non si limita ad avvenimenti avventurosi o fiabeschi, mette dentro la storia anche elementi molto crudi e duri come la mancanza di amore da parte dei genitori, la vergogna per il proprio corpo e per il proprio aspetto, il senso di colpa enorme legato alla scomparsa del fratello, il bisogno disperato di essere amati e la convinzione che essere belli possa rendere più facile ottenere quell’amore.

Sono temi profondi, ma la cosa che mi ha colpito è che non vengono trattati in maniera confettata. Non c’è quella sensazione, molto comune nelle storie per ragazzi, di avere davanti un problema difficile che deve necessariamente essere trasformato in una morale rassicurante. In Jane negli Abissi i personaggi siano anche egoisti, superficiali, impauriti e contraddittori.

Questo rende il fumetto molto più interessante di una semplice storia sulla ragazza che scopre di essere bella anche se non rispetta i canoni. Perché il punto non è semplicemente “la bellezza è dentro di noi”. Il libro va un po’ più a fondo: ci chiede quanto siamo condizionati dallo sguardo degli altri, quanto quello sguardo sia diventato parte del nostro e quanto siamo disposti a fare pur di sentirci amati , il tutto raccontato dentro ad un”avventura anche a tratti fiabesca più tradizionale, in un sapiente mix. Si inncontrano creature fantastiche, ci sono prove e Jane deve trovare il modo di andare avanti anche quando sembra che tutto le sia contro.

Anche dal punto di vista visivo Vera Brosgol fa un lavoro straordinario. Il colore non è semplicemente qualcosa che riempie le tavole, ma accompagna continuamente quello che sta succedendo. Il mondo di Jane ha tonalità più cupe e terrose, i ricordi assumono una diversa temperatura, mentre quando entriamo nel mondo delle sirene e negli abissi la tavolozza cambia ancora. Il blu del mare diventa quasi un luogo nel quale perdersi, mentre i colori più accesi arrivano nei momenti in cui le emozioni esplodono. Inoltre si alternano vignette molto serrate a tavole più ampie, rallentando quando serve e lasciando spazio agli sguardi, alle espressioni e ai piccoli gesti.

Jane negli abissi è una graphic novel bellissima da leggere, ma soprattutto da attraversare. È una storia per ragazzi che non ha paura di parlare di corpo, bellezza, amore, colpa, paura e crescita senza semplificarli e senza trasformarli in una morale pronta all’uso. Nonostante la lunghezza del fumetto, il tutto scorre naturalmente rapido portandoci in un battibaleno al bellisismo finale.

Gabriele Dice

“Mi è piaciuto perché Jane va negli abissi per salvare Peter, però poi succedono tante altre cose e non è solo una storia di sirene. Le sirene perché all’inizio sembrano cattive, ma poi capisci che anche loro hanno una storia. Jane all’inizio pensa molto a Peter perché è bello, però poi secondo me capisce che una persona non è solo come è fatta. E secondo me Jane cambia durante la storia e alla fine è più sicura di se stessa. Mi sono piaciuti anche i disegni, soprattutto perché i colori cambiano quando cambia quello che sta succedendo”

Link per l’acquisto: Jane negli Abissi




    Articoli consigliati