
Autore: Giuseppe Ferrario
Casa editrice: Terre di Mezzo
Data di pubblicazione: 2025
Genere: Graphic Novel
Numero pagine: 208
Disegnatore: Giuseppe Ferrario
Trama
Al di là del Fiume è un fumetto corposo e ricco di suggestioni che racconta le gesta di due ragazzini, Olmo e Odon, cresciuti nella stessa città, Meltinpotto. In questo villaggio convivono due etnie diverse che, pur vivendo a stretto contatto, hanno conservato usi e tradizioni distinti: da un lato i Cociacchi, sedentari, legati agli orsi e alle case di legno; dall’altro i Tatarri, nomadi, abitanti delle yurte e amici dei falchi. Un giorno, durante una partita di palla-pantano, Olmo (cociacco) e Odon (tatarro) litigano per un motivo banale. Ma quello che per i ragazzi sarebbe solo un battibecco passeggero viene raccolto e ingigantito dagli adulti, trasformandosi in una spirale di fraintendimenti e tensioni che culmina in una guerra aperta tra i due popoli. Sconcertati da quanto sta accadendo, i due ragazzi decidono di agire per riportare la pace. Separatamente, partono per due viaggi avventurosi, alla ricerca di figure leggendarie del passato che possano aiutarli a ricostruire ciò che è andato perduto. Due percorsi paralleli che li porteranno a maturare, a riscoprire un senso autentico di giustizia, e infine a ritrovarsi, di nuovo insieme, al di là del fiume che li divideva.
“Ho litigato con olmo e il suo stupido Orso, oggi si è messo a dormire sulla linea di porta, a volte butta giù i pali, altre ruba la merenda, senza calcolare le volte in cui fa la cacca in campo“
Al di là del Fiume
Recensione
Al di là del fiume è un fumetto eccezionale, lo dico subito per evitare equivoci. Racconta su più livelli, con ironia e sagacia, e in modo accessibile anche ai bambini, che sono i principali fruitori, ma non gli unici, tutta l’enorme ipocrisia di questo nostro tempo e delle guerre che sembrano dilagare ovunque.
Nel villaggio di Meltinpotto convivono due popoli, separati ma costretti a condividere lo stesso spazio. Entrambe le comunità sono impregnate di pregiudizi e, pur vivendo a stretto contatto, sono estremiste nel mantenere le proprie tradizioni senza mai accettare quelle degli altri. Un clima di diffidenza e giudizio permea ogni angolo della città.
Quando scoppia il pretesto che dà origine al conflitto, la ricerca del colpevole è immediata. Le differenze diventano accuse, e l’incomunicabilità cresce fino a sfociare in una vera e propria guerra. In tutto questo caos, i due ragazzini protagonisti non capiscono: perché gli adulti sono intervenuti, se non per risolvere un loro banale litigio? E perché nessuno sembra ascoltarli davvero?
Sono spettatori sgomenti di una deriva folle, rappresentata in modo così assurdo e paradossale da diventare anche divertente. Un dramma in cui nessuno comunica davvero, né tra pari né con i propri figli.
A questo punto i ragazzi si mettono in viaggio alla ricerca di un aiuto nel mondo esterno, dando vita a una serie di avventure strampalate che divertono i più piccoli, ma che riservano anche pugni nello stomaco per gli adulti. Perché attraverso queste esperienze viene smascherato, con ironia tagliente, l’intero mondo degli adulti, con tutte le sue sfumature di incongruenza e assurdità.
I personaggi in Al di là del fiume sono sempre al servizio della storia, e Ferrario dedica particolare attenzione non solo ai due protagonisti, Olmo e Odon, ma anche ai personaggi secondari, arricchendoli con storie proprie che contribuiscono a costruire un mondo narrativo vivido e credibile.
Nel corso della ricerca degli eroi del passato, emergono figure che inizialmente sembrano leggendarie e potenti, ma che si rivelano invece fragili e umane, con pregi e difetti comuni a tutti. Questa rappresentazione smaschera l’idea del “supereroe invincibile”, offrendo ai lettori più giovani una lezione preziosa: la vera forza non risiede in poteri sovrumani, ma nel coraggio, nella resilienza e nella capacità di affrontare le difficoltà della vita quotidiana.
In questo modo, Ferrario costruisce personaggi profondi e sfaccettati, la cui umanità rende la storia più autentica e capace di parlare sia ai bambini che agli adulti, invitandoli a riflettere sui valori e sulle contraddizioni del mondo reale.


Giuseppe Ferrario è noto per il suo stile grafico contemporaneo, che si distingue per la libertà compositiva e una narrazione visiva molto fluida. Nel fumetto Al di là del fiume, Ferrario abbandona le tradizionali gabbie rigide che delimitano e incasellano le vignette, preferendo invece una struttura aperta e dinamica. Questo approccio permette alle tavole di diventare veri e propri spazi narrativi estesi, dove le immagini si fondono e si sovrappongono, accompagnando il lettore in un’esperienza immersiva.
Il non uso delle gabbie si traduce in un ritmo narrativo meno vincolato e più naturale, simile a una corrente che scorre: i dettagli delle illustrazioni si moltiplicano, e il lettore può soffermarsi a esplorare ogni angolo della pagina, cogliendo elementi simbolici, particolari di ambientazione e sfumature emotive che arricchiscono la storia oltre le parole. Questo rende la lettura più libera, permettendo a ogni tavola di raccontare più di quanto espresso dai balloon e creando un dialogo profondo tra testo e immagine.
Inoltre, la scelta di Ferrario di dividere il libro in due parti che si leggono capovolgendo il volume riflette un’elegante simmetria anche nel disegno. Le due narrazioni parallele, rappresentate con tratti e dettagli ricchi, si incontrano fisicamente nella pagina centrale, priva di una direzione fissa, come a simboleggiare il punto di incontro e possibile riconciliazione tra i due mondi narrati. Questa struttura grafica sottolinea in modo potente il tema centrale del fumetto: la divisione ma anche la possibilità di superare le differenze e costruire un dialogo.
In conclusione, Al di là del fiume è un fumetto imprescindibile, capace di intrecciare avventura, ironia e riflessione in modo originale e profondo. Con la sua narrazione bifronte, il tratto dettagliato e moderno di Ferrario, e una storia che parla di divisione, incomprensione e speranza, questo libro si rivolge tanto ai giovani lettori quanto agli adulti, offrendo spunti di lettura che restano nel cuore e nella mente. Un’opera che non solo diverte, ma invita a guardare oltre le differenze e a cercare ciò che ci unisce. Assolutamente da non perdere.
Gabriele Dice
Al di là del fiume è un fumetto davvero bello e divertente! Mi è piaciuto tanto il fatto che Olmo e Odon litigano per una partita di palla-pantano — sembrava una cosa da niente, ma poi è diventata una grande confusione! È buffo che gli adulti si arrabbino così tanto per una cosa così stupida, come se fosse colpa dell’orso o del gioco.
Mi sono piaciuti anche i disegni, sono pieni di dettagli e puoi guardare tante cose diverse in ogni pagina. A volte mi perdo a cercare piccoli particolari e questo mi fa venire voglia di rileggere tutto.
Mi è piaciuto che alla fine Olmo e Odon cercano di sistemare tutto, perché è bello quando si mettono d’accordo e diventano amici. Lo consiglierei a tutti i bambini come me, soprattutto perché fa ridere e fa pensare a come è importante non litigare per cose stupide e che se succede si può fare pace.

