
Autore: Tania Micaela Cordone
Casa editrice: self publishing
Data di pubblicazione: 22 dicembre 2022
Genere: Fantasy
Numero pagine: 514
Saga: Dragon’s Legacy #3
Trama
Alexandra e Lucian devono affrontare la prova più grande: fidarsi completamente l’uno dell’altra per riuscire a salvare il Midgard.
La Scacchiera è pronta, le forze in gioco hanno piazzato le loro pedine e ora è tempo di concludere la partita.
L’ombra è fitta e l’oscurità si avvicina a passo di carica.
Con voce tonante rimbomba il suono di una guerra che incombe. Gli eserciti sono schierati sul confine tra la vita e la morte. Il destino è prossimo a compiersi. Tre porte, pochi alleati, Dèi manipolatori e quasi nessuna speranza di vittoria.
Sarà la luce a trionfare o la morte avvolgerà il mondo con le sue tenebre perpetue?
L’amore può davvero vincere su tutto?
L’ultima lotta che segnerà la sorte del Midgard e dei nove mondi sta per cominciare.
«Non sono più quella Dea, la morte ha preso il sopravvento su di me.» Si infuriò. «Ora sono la Dea della vendetta e della sofferenza, tu devi smetterla di rivangare il passato solo perché adesso lo ricordi. Non puoi fingere che questi secoli non siano passati, che non mi abbiano cambiata.» Kangee si avventò su di lei, le afferrò la mano portandosela al petto. I lunghi artigli gli sfioravano la gola ma a lui non importava, vedeva al di là del suo aspetto sempre più grottesco.
Dragon’s Legacy: Il Crepuscolo del Midgard
Aveva capito che era il modo in cui si proteggeva dal dolore, da un passato che l’aveva ferita a morte.
«Guardami negli occhi Persefone.» Lei si voltò, strattonando per cercare di liberarsi dalla presa di Kangee «Guardami e dimmi che non ti importa davvero più, che non sei più la Dea che accarezzava i germogli assonnati per farli fiorire, dimmi che non ti darebbe più gioia vagare nuovamente libera nelle foreste sussurrando ai tronchi secolari di addormentarsi per l’inverno, che non vuoi più svegliare gli animali dal loro lungo sonno con una carezza.»
Recensione
La storia di Alexandra e Lucian prosegue portando alla fine questa trilogia, scopriamo dove finiranno i personaggi di questa storia e cosa dovranno ancora affrontare per poter salvare tutti da un terribile destino.
Rispetto al secondo volume, in cui ho trovato alcune problematiche, qui la storia si risolleva portando la narrazione su un altro piano, tra diverse storie che si intrecciano, profezie che interferiscono con le cose che si sarebbero volute fare e una maggiore immersione verso ciò che è il mondo mitologico norreno che qui si respira a pieni polmoni. Ci troviamo ad affrontare la sfida finale, che ormai è alle porte, ma prima di arrivarci la strada sarà comunque ancora lunga, infatti i nostri protagonisti avranno diversi luoghi da visitare per riuscire a chiudere alcuni portali e riuscire nella battaglia finale, ma farlo non è così semplice come sembrerebbe. Non solo, infatti avremo una storia collaterale – che è diventata la mia preferita – di Persefone e l’uomo che le ha spezzato il cuore. Alex infatti le ha promesso di aiutarla a trovarlo e quello che scopriranno ribalterà le sorti di tutti.
I protagonisti sono sempre loro, Alex e Lucian, che ormai sono riusciti a trovare una quadra al loro astio e cercano di unire le forze nel miglior modo possibile per salvare i mondi. Il loro atteggiamento è cambiato molto nonostante i loro caratteri siano rimasti tali sin dall’inizio. Con loro però vediamo sviluppati in maniera più approfondita altri personaggi che saranno fondamentali e che speravo di vedere spiccare maggiormente. Le persone che circondano i due protagonisti sono diversi e ognuno di loro ha un proprio scopo e delle sue caratteristiche che renderanno più interessante il tutto.
La scrittura è abbastanza fluida, ma come per tutta la trilogia non mancano alcuni refusi qui e lì. Nel complesso la trilogia di Dragon’s Legacy è piacevole, con alti e bassi tra narrazione, decisioni e scelte prese che vi faranno vivere una lettura immersi tra odio e amore, tra personaggi che vorreste strangolare e altri che vorreste baciare, tra modernità e leggi norrene.
