
Autore: Daniele Salvato
Casa editrice: Self publishing
Data di pubblicazione: 26 Agosto 2024
Genere: Fantasy
Numero pagine: 192
Saga: Le cronache del mondo di Doam #2
Trama
Il Regno di Laxxilde è sull’orlo del collasso. Lord Tuldar, il crudele sovrano di Kelandar, ha messo le mani sulla leggendaria Pietra di Hersimion e il suo potere rischia di cambiare per sempre il destino del mondo. Ma forse Tuldar non è altro che una pedina nelle mani di un nemico ben più oscuro…
Nel disperato tentativo di salvare Laxxilde, il giovane chierico Leron e l’astuto Otavlas vengono incaricati di una missione impossibile: trovare la mitica Pietra della Quintessenza, un artefatto leggendario nascosto sull’inquietante Isola degli Spiriti. Un luogo infestato da forze sconosciute, dove nessuno è mai tornato vivo.
Mentre il viaggio si fa sempre più pericoloso e il confine tra mito e realtà si assottiglia, i due compagni scopriranno che alcune leggende sono nate per restare sepolte… e che il vero pericolo potrebbe non essere quello che li attende, ma ciò che porteranno con sé al loro ritorno.
“Poi, d’un tratto, il buio. Smarrito nell’oscurità più totale, per un lungo attimo si sentì perso per sempre”
La Pietra della Quintessenza – Volume II
Recensione
Seconda parte delle avventure di Leron e Otavlas che si ritrovano coinvolti in una corsa contro il tempo per salvare il regno e la Principessa dalla distruzione che si sta abbattendo. Il chierico e la spia approdano all’Isola degli Spiriti, dove il mago Hersimion si rifugiò per compiere i suoni studi e generare la reliquia che potrebbe ristabilire l’ordine nel caos dilagante. Attraverso una foresta per niente amichevole e dopo essersi scontrati con un golem, i due amici riescono a recuperare il cimelio e possono finalmente tornare nel loro regno. Il recupero della pietra sarà sufficiente per sistemare la situazione e riportare la pace nel regno?
Nel secondo capitolo di questa avventura ritroviamo lo stile diretto e senza troppi fronzoli di Daniele Salvato, che ci porta subito dove vuole, senza giri di parole o descrizioni eccessivamente prolisse, riuscendo comunque a delineare le atmosfere e le scene. Personalmente la trovo un’ottima scelta poiché la storia si sviluppa bene, senza troppe digressioni, e l’attenzione del lettore rimane incentrata sugli avvenimenti.
Anche la scelta di introdurre pochi personaggi la trovo coerente e consente di non perdersi nel cercare di ricordare nomi e ruoli.
In questa seconda parte approfondiamo meglio il personaggio di Otavlas che risulta essere profondamente diverso da quello che appare nel primo volume della storia. Otavlas è un personaggio a mio avviso molto profondo, combattuto e che sembra essere ancora in cerca della sua strada.
Non mi rimane che affrontare il terzo capitolo della saga per scoprire cosa ci riserva ancora l’autore.
