
Autore: Davide S. Cataldo
Casa editrice: Self Publishing
Data di pubblicazione: 12 gennaio 2025
Genere: Dark low Fantasy Storico
Numero pagine: 407
Saga: I Creatori #1
Trama
Palermo, gennaio 2019.
Un grimorio riemerge dall’ombra. Silain, un’anima tormentata, viene trascinato in un mistero che lega la sua vita a Zanaia e a un Ordine occulto che opera da secoli.
Europa, 1834.
Lord Acanfora Buonconvento indaga sull’enigmatico Adoir Monne, confratello dell’Ordine di Eldur. Le sue scoperte possono sconvolgere l’equilibrio del mondo sotto lo sguardo di Bahargul, un’entità proibita che non conosce pietà.
Due epoche, due destini, un unico enigma: cosa è successo davvero quel giorno del 2019?
Tra colera e catacombe, amori proibiti e segreti indicibili, la linea che separa Luce e Tenebra diventa sempre più fragile.
Queste pagine, da me scovate al chiarore d’un giorno d’estate funesta,
Il Mistico del Giudizio
sulla bassa terra del Monte Pellegrino, nel luogo di Palermo,
stavano nei pressi d’un corpo sepolto senza nome.
Dopo averne spogliata la misterica impronta,
decisi dunque di seppellirle nel tempo.
Sia il volere d’Iddio a far leggere quel ch’io, sciagura, lessi!
Recensione
Questo è il primo volume di una serie che racconta un viaggio tra passato e futuro, dove diversi personaggi si affaccendano a cercare risposte, tra sregolatezza, oscurità, lascivia e tormento. Troviamo due storie parallele che inevitabilmente si intrecciano e che viaggiano nel tempo tra parole tramandate, occulto ed entità misteriose e maligne. Il futuro è nelle mani di un pugno di persone e tutto sarà più complesso del previsto.
La trama di questo volume è molto complessa, ci troviamo a viaggiare nel tempo avanti e indietro di continuo. Questi balzi temporali mi hanno confusa molto in alcuni punti non facendomi mai trovare il filo conduttore della narrazione e arrivando alla fine del volume ancora persa tra le vicende. Tra descrizioni molto prolisse e a volte fini a loro stesse, molti personaggi che si intervallano nelle azioni e il cambio di anno quasi ogni capitolo, non sono riuscita a immergermi nella narrazione trovandomi spettatrice passiva degli eventi senza una cartina per potermi trovare e seguire un filo. Sono presenti anche molte scene spicy integrate nella narrazione ma che ho trovato spesso fini a loro stesse e che non apportano nulla se non altro caos. Alcune descrizioni mi sono rimaste molto impresse per la loro oscurità così fitta, molto belle e immersive, peccato siano in mezzo a un mare enorme di confusione.
I personaggi sono innumerevoli, ci troviamo di fronte a Monne e Lord Buonconvento per citarne due tra i più importanti nella parte dedicata al passato, mentre Silain e Zanaia per la parte del 2019. Ognuno di loro ha le proprie caratteristiche e peculiarità che vanno perdendosi nella complessità della narrazione non permettendoci di legare con loro e conoscerli meglio. Il volume termina con una porta aperta su un prossimo volume che spero vada a chiarire meglio alcuni punti rimasti oscuri nella trama. La scrittura utilizzata è particolare, sia nella forma che nelle parole utilizzate. Risulta quindi complesso seguire tutto e spesso ci si perde negli eventi narrati, tra i personaggi, il tempo e le descrizioni che invece di immergere, allontanano.
Nel complesso ho trovato il volume difficile da approcciare e complesso sia per struttura che per esposizione.

