
Autori: Anaïs Halard, Barbara Canepa
Casa editrice: Tunuè
Data di pubblicazione: 9 giugno2026
Genere: Graphic Novel
Numero pagine: 48
Illustratore: Kerascoët
Saga: Greenwood #4
Trama
Gli amici del Club del Sabato si ritrovano allo stagno per una serata dedicata all’osservazione delle stelle. È una notte tranquilla, ma per la piccola rana Moss si tratta di un momento speciale: è infatti la sua prima uscita e, per affrontarla al meglio, decide di mimetizzarsi tra la vegetazione.
Il suo camuffamento, però, è fin troppo efficace. Quando la civetta Vanilla si avvicina e mangia quello che crede essere del semplice muschio, si accorge soltanto dopo di aver inghiottito la piccola ranocchia.
Scatta così il panico. Gli amici del Club del Sabato devono trovare un modo per tirare fuori Moss dalla pancia della civetta e, nel tentativo di riuscirci, escogitano una serie di metodi sempre più improbabili e assurdi. La situazione precipita in un crescendo di gag, equivoci e tentativi di salvataggio, fino alla clamorosa rivelazione finale che risolve il mistero dello stagno in modo del tutto inatteso.
“Hai mangiato la piccola? È terribile! Ma io non ho mai voluto mangiarla. Non riuscirò più a guardarti come prima…”
Greenwood 4: Il mistero dello stagno
Recensione
Dopo i primi tre volumi dedicati al mistero della torta, caratterizzati da una vicenda più lunga e sfaccettata che aveva anche il compito di presentare al lettore il mondo di GreenWood e i suoi numerosi personaggi, con Il mistero dello stagno la serie prende decisamente un’altra direzione, proponendo quella che sembra quasi una parentesi completamente autonoma. Gli amici del Club del Sabato si ritrovano allo stagno per osservare le stelle e, proprio quella sera, la piccola rana Moss affronta la sua prima uscita, decidendo di mimetizzarsi tra la vegetazione. Il suo travestimento, però, si rivela fin troppo efficace: Vanilla, la civetta, scambia la ranocchia per del muschio e la inghiotte accidentalmente. Da qui prende il via una sorta di rocambolesca operazione di salvataggio, con gli amici impegnati a escogitare i metodi più improbabili per riuscire a estrarre Moss dalla pancia della civetta, in un crescendo di situazioni surreali che porta alla clamorosa rivelazione finale.
Rispetto ai primi tre episodi, la storia è quindi decisamente più semplice, lineare e soprattutto comica. Viene meno quella componente investigativa più articolata che caratterizzava il lungo mistero della torta, così come la necessità di conoscere il mondo e i personaggi di GreenWood per orientarsi nella vicenda. Qui tutto è costruito attorno a un singolo, assurdo equivoco, sviluppato con un ritmo molto rapido e una comicità che punta soprattutto sulle situazioni e sulle reazioni dei protagonisti. È un cambiamento che funziona, anche se inevitabilmente rende questo quarto volume meno stratificato rispetto ai precedenti.



A contribuire ulteriormente a questa sensazione c’è anche il lavoro di Kerascoët, il duo francese che si occupa delle illustrazioni. Il loro stile si discosta in maniera piuttosto evidente da quello dei volumi precedenti, privilegiando forme morbide e tondeggianti, un tratto più essenziale e caricaturale e una grande espressività dei personaggi. Le tavole risultano così particolarmente efficaci nel sostenere la componente umoristica della storia, con animali dalle espressioni molto marcate e una rappresentazione del bosco più giocosa e fiabesca. Anche graficamente, insomma, Il mistero dello stagno sembra rivolgersi a un pubblico leggermente più giovane rispetto a quanto fatto dalla serie finora, sensazione peraltro coerente con una storia più immediata e meno complessa.
Rimangono invece gli interessanti inserti naturalistici che accompagnano la serie, con spiegazioni e curiosità dedicate agli animali, alle piante e all’ambiente naturale di GreenWood. Sono un elemento che continua ad arricchire la lettura senza appesantirla e che rappresenta uno dei tratti più interessanti dell’intera collana, perché permette di affiancare all’avventura una piccola componente divulgativa.
Nel complesso, GreenWood 4: Il mistero dello stagno è quindi un volume che cambia registro senza tradire lo spirito della serie. Meno ambizioso e meno articolato dei precedenti, ma anche più immediato, leggero e divertente, funziona soprattutto grazie alla comicità della situazione e alla grande espressività delle illustrazioni di Kerascoët. È probabilmente il volume più indicato per i lettori più giovni, mentre chi aveva apprezzato soprattutto la costruzione del mistero e la scoperta progressiva del mondo di GreenWood potrebbe rimpiangere un po’ quella maggiore ricchezza narrativa. Una deviazione, insomma, che vuole far respirare la serie offrendo un episodio piacevole e autonomo, capace di strappare più di un sorriso e di confermare l’efficacia della formula divulgativa che accompagna le avventure del Club del Sabato.
Gabriele Dice:
“A me questo libro è piaciuto perché la storia era divertente e mi ha fatto ridere soprattutto quando cercavano di tirare fuori la rana dalla pancia della civetta e inventavano tutti quei modi strani per riuscirci. Mi è piaciuto anche perché succedevano tante cose una dopo l’altra e volevo sapere come sarebbe finita. Rispetto agli altri libri di GreenWood, questo mi è sembrato più semplice, però l’ho trovato comunque molto divertente. I disegni sono diversi da quelli degli altri volumi: all’inizio mi sembravano un po’ strani da vedere, ma poi mi sono abituato e secondo me rendono bene le scene divertenti.”
