
Autore: Emanuele Piedimonte
Casa editrice: Self publishing
Data di pubblicazione: 30 aprile 2025
Genere: Fantasy
Numero pagine: 462
Saga: The war of chaos volume 1
Trama
Talulah ha tredici anni e un passato avvolto nel silenzio. Cresciuta in orfanotrofio dopo essere miracolosamente sopravvissuta a un’esplosione, crede che la sua vita possa finalmente cambiare quando viene adottata insieme al suo migliore amico Sari. Ma il viaggio che avrebbe dovuto condurli in una nuova casa si trasforma invece in un’avventura dai risvolti imprevedibili: la realtà che conoscevano svanisce e si ritrovano catapultati in un mondo completamente diverso, Evren, un luogo dove creature straordinarie solcano i cieli, cinque lune dominano l’orizzonte e la magia pulsa sotto la superficie di ogni cosa. Ma non è un paradiso: è un mondo attraversato da tensioni e oscuri presagi. Qui, i due ragazzi si trovano coinvolti in un intricato gioco di forze millenarie, tra alleati misteriosi e minacce incombenti. In un crescendo di rivelazioni e scelte difficili, Talulah e Sari incontreranno vecchi e nuovi amici, con i quali dovranno affrontare la verità sulla propria identità, su ciò che li lega e su un’ombra che scuote le fondamenta di Evren.
“È il momento di andare! Chissà chi ci sarà lì ad attendermi. Non vedo l’ora di misurarmi con un avversario temibile.”
The war of chaos – l’essenza della quinta luna
Recensione
Talulah e Sari sono due giovanissimi ragazzi cresciuti in orfanotrofio fin dalla nascita. Migliori amici, vivono la loro vita nella serenità e nel divertimento, con la direttrice Hahn a sorvegliarli e tenerli d’occhio. Tutto procede nella normalità finche un giorno all’orfanotrofio arrivano due persone misteriose, un uomo e una donna, che chiedono di adottare i due ragazzini. Appena questi escono dal luogo della loro infanzia, finiscono in un mondo completamente diverso, pronti a una vita che mai avrebbero immaginato: infatti arrivano a Evren, luogo ricco di creature assurde e particolari, di magia, di novità e di essenze magiche, formatesi dagli arcobaleni. I ragazzi capiscono che i due nuovi “genitori” li hanno adottati per portarli a Evren, dove parteciperanno a un torneo, perché loro sono la discendenza dei Supremi, coloro che hanno abitato per primi quel mondo. Qui conoscono i jumper, i guardiani e altri personaggi unici e incredibili, tra cui dei ragazzini uguali a loro, partecipanti al torneo e importanti per Evren, come l’Elfa Violet. Ritroveranno anche vecchie amicizie, come Cloeh. Ma il pericolo è dietro l’angolo e loro dovranno affrontarlo, allenarsi e imparare a usare le potenti essenze.
Ero stata incuriosita parecchio dalla trama di “The war of chaos – l’essenza della quinta luna” di Emanuele Piedimonte, mi aspettavo moltissimo da questo primo romanzo di una serie, ma purtroppo ne sono rimasta delusa fin dalle prime pagine. Innanzitutto mi sono ritrovata a correre come una forsennata insieme all’autore, seguendo dei personaggi che per la fretta mi erano stati appena accennati. Mi è sembrato che l’autore volesse “liberarsi” velocemente dell’orfanotrofio per arrivare alla trama più interessante e divertente da scrivere, ovvero quella con la componente fantasy. Infatti già a pagina 13 i ragazzi lasciano l’orfanotrofio e il lettore nemmeno aveva ancora fatto in tempo a farsi un minimo coinvolgere. Ho trovato davvero assurdo il modo in cui è stato “trattato” l’inizio del romanzo e in particolar modo come i due protagonisti lasciano l’orfanotrofio.
Avviso che farò alcuni SPOILER per rendere più chiaro il mio pensiero.
Subito capiamo che la direttrice dell’orfanotrofio sa qualcosa sui due ragazzi, li tiene sotto controllo, sembra li protegga in qualche modo, ha una particolare attenzione per Talulah e Sari. Arriva il giorno dell’adozione e due personaggi strani, anche abbastanza inquietanti e quasi loschi, arrivano alla porta dell’istituto e chiedono di adottare proprio quei due ragazzi e alla motivazione chiesta dalla direttrice, la cosa si risolve con “a mia moglie piacciono i capelli ricci della femmina e visto che i due sono molto legati, adottiamo anche il ragazzo”. E la risposta della direttrice che li aveva “protetti” fino a quel momento? “Mmm.. va bene”. Documenti pronti e via. Questo scambio di battute ridicolo ha fatto crollare il mio entusiasmo e, ammetto, non è più stato sanato.
Il libro procede nella fretta più totale. La narrazione è scandita, affrettata. Il libro è lunghissimo, ma già nelle prime 150 pagine succede di tutto! I protagonisti arrivano in un nuovo mondo, viene spiegata loro tutta la storia delle essenze, si uniscono a nuovi amici, si allenano per un torneo pericoloso… insomma, davvero troppo. Ci sono lunghissime spiegazioni che servono al lettore per capire il sistema magico, ma finite queste i personaggi “prendono le loro cose e ripartono”, il tutto in modo molto scandito. A tal proposito, i personaggi sono numerosissimi e variegati, ma a mio parere l’autore non è riuscito nell’intento di gestirli tutti al meglio. Le loro azioni non si amalgamano in una narrazione fluida, ma sono ritmate: lui fa questo, lei fa quello. Piedimonte non riesce a farci affezionare a loro perché non ce li caratterizza mai completamente, dà loro delle abilità e delle caratteristiche fisiche e poi diventa tutto un fargli fare azioni. Tra l’altro abilità imparate in quattro e quattr’otto e sono tutti bravissimi a fare tutto subito. Talulah è una ragazzina che in un istante si costruisce un’arma e dopo poche pagine la sa maneggiare talmente bene che sconfigge anche le più pericolose creature… Gestire tanti personaggi è, a mio parere, una delle cose più difficili, è quasi un’arte, e Piedimonte non ci riesce. La cosa migliora un po’ quando questi diminuiscono, ma resta sempre tutto molto confuso. Anche perché, per la fretta, appena ci vengono descritti e presentati, ce li siamo già dimenticati. In particolar modo i personaggi di Violet, Cloeh e Ruben entrano in scena con un trauma terribile e un’esperienza terrificante appena vissuta e questo loro turbamento non viene minimamente approfondito e dopo pochi istanti stanno tutti benissimo.
Mi sento di salvare l’idea di base della trama, che poi era ciò che mi aveva incuriosito al principio. L’idea delle essenze è molto originale e, se giocata meglio, poteva essere la scintilla per un bellissimo fantasy, per un’epica avventura. Invece la fretta smorza l’entusiasmo già dalle primissime pagine, il lettore più procede più si trova confuso, costretto a cambi di scenario repentini, personaggi da ricordare e dialoghi acerbi, fatti di spiegoni e ordini su chi deve fare cosa. Il libro è carichissimo di idee e di avvenimenti, si vede che l’autore ha dato libero sfogo alla fantasia più bella, ma non basta. Sono dispiaciuta, ma a me il primo volume della serie “The war of chaos” non ha convinto. Credo che con una cura molto più attenta di ogni scena e di ogni personaggio, sarebbe potuto essere un buon romanzo.

