
Autore: Giulia Calligola
Casa editrice: StreetLib
Data di pubblicazione: 15 maggio 2025
Genere: Fantasy, Dark Fantasy
Saga: la Dilogia del Vuoto
Trama
Caesar è un assassino professionista, devoto al lavoro e a Selene, la Dea nel cui nome lo pratica. Mai una volta ha vacillato: per più di vent’anni si è fatto umile servo della morte, protetto dalla luce sacra delle due lune. Per complice la preghiera, nell’anima un provvidenziale e insanabile distacco dall’empatia. La sua carriera è impeccabile. Almeno fino al giorno in cui la Congrega Selenita gli affida un nuovo incarico: uccidere Morrigan, una giovane donna cieca, indigente e malata. Un mandato all’apparenza semplice per un assassino di primo rango. Eppure, destinato a rivoltare la sua intera esistenza. Chi può voler morta una creatura tanto innocua? E come può un sicario selenita pensare di chiudere due occhi candidi, così simili alle lune? Uccidere Morrigan sarebbe come uccidere la Dea stessa. Nella mente di Caesar l’idea inizia a farsi blasfema. O, forse, blasfemo sarebbe privarsi della sua compagnia. Blasfemo sarebbe non sentire più la sua voce. Blasfemo sarebbe non ammettere che, da qualche parte, in un angolo remoto dell’anima… l’empatia di Caesar si è risvegliata. Il romanzo “La bellezza del vuoto” è un romanzo dark fantasy drammatico e introspettivo, una storia d’amore macabra incentrata sull’affrontare e accettare la morte. Si toccano anche altri temi quali le malattie fisiche e mentali, i traumi psicologici, le discriminazioni sociali e l’interpretazione religiosa dell’Aldilà. Per le tematiche affrontate e le atmosfere rappresentate, si consiglia la lettura a un pubblico consapevole. “La bellezza del vuoto” si colloca nello stesso universo di Trecento Danze. Quest’ultimo si pone a livello cronologico come sequel, anche se entrambi i libri sono pensati per essere leggibili separatamente e in ordine interscambiabile. “La bellezza del vuoto” è quindi costruito come un autoconclusivo a sé stante, con un finale che chiude il primo arco narrativo.
“Mi piace sempre ascoltarti. La tua voce è la prima cosa che ho amato, non mi stancherò mai di sentirla. La porterò con me per sempre. La porterò con me anche nel Vuoto”.
La bellezza del vuoto
Recensione
Caesar, assassino del Culto della dea Selene, ha un nuovo mandato affidatogli dalla Congrega Selenita: deve uccidere una giovane donna orfana, Morrigan. Caesar è spietato e sa fare bene il suo lavoro, perciò si reca alla locanda dove la ragazza lavora consapevole del fatto che questo sarà un compito semplicissimo, un mandato veloce e senza problemi. Ma Caesar si sbaglia, infatti Morrigan è una dolce e innocente donna, malata, cieca e povera. Il compito che doveva essere facile improvvisamente diventa impossibile quando Caesar vacilla e dà a se stesso modo di conoscere la giovane. I due partono per un viaggio, che non è solo fisico ma anche emozionale e mentale. Morrigan grazie a Caesar inizia pian piano a diventare più coraggiosa, più forte, più consapevole delle proprie capacità e dei piaceri della vita. Caesar, d’altro canto, riscopre la bellezza del non vivere in solitudine e inizia a provare un sentimento fino a quel momento pressoché sconosciuto: l’amore. Ma qualcuno, nascosto nell’ombra, ha inizialmente commissionato la morte della ragazza e i due amanti sono decisi a scoprire chi è stato, visto che lei non sembra solita farsi dei nemici. E mentre si avvicinano sempre più l’uno all’altro, arrivando a diventare una perfetta squadra, Morrigan si indebolisce sempre di più a causa della sua malattia.
Ho da poco concluso il secondo romanzo che leggo di Giulia Calligola dopo il meraviglioso “Trecento danze”, di cui “La bellezza del vuoto” è il prequel. Ho ritrovato Caesar, che già avevo adorato, e in questo romanzo il suo personaggio viene analizzato e descritto fin nel più profondo dettaglio. Sì, perché Calligola scrive e delinea i suoi personaggi in maniera impeccabile, precisa e veritiera. Nulla è lasciato al caso, ogni caratteristica è precisa e sensata, cosa che mi aveva già colpita molto in “Trecento danze”. Caesar e Morrigan diventano immediatamente conosciuti al lettore che, per quanto i due poi facciano cose di dubbia moralità, non può non affezionarsi a loro, a questa coppia così stranamente assortita. Come dicevo, Caesar è uno spietato e gelido assassino devoto al culto della dea del Vuoto: Selene. È un vero e proprio sociopatico, senza scrupoli e violento a livelli inimmaginabili. Le emozioni per lui non sono nulla, finché non incontra Morrigan, giovane donna cieca e malata. Il cambiamento dei due, il carattere che varia, è stato un punto forte del romanzo. Iniziamo con due personaggi che poi mutano, che si unisono e crescono, sia in meglio che in peggio. Sì, perché sempre di assassini stiamo parlando, perciò la violenza è una costante. Personalmente non resto sconvolta dalle scene cruente, non mi infastidiscono, ma Giulia Calligola non ci va leggera e non risparmia nulla al lettore, nemmeno il dettaglio più crudo. Questo aspetto della sua scrittura a me piace molto, ma posso capire che non tutti i lettori apprezzino certe scene, quindi mi sento di avvisarvi e sottolineare la possibilità di dover saltare alcuni passaggi per i lettori più sensibili.
La trama è semplice, forse neanche troppo originale, ma Calligola riesce a rendere questo viaggio dei due amanti carico di tensione, seducente e stuzzicante. Ci butta senza esitazioni nel mondo da lei creato, tra locandieri rozzi, fanciulli altezzosi, nobili malvagi e assassini feroci. In “Trecento danze” avevamo già avuto un assaggio circa l’infanzia e la giovinezza di Caesar, cresciuto da una madre folle ed egocentrica. In “La bellezza del vuoto” viene tutto raccontato meglio e più nel dettaglio. La follia di Caesar viene narrata minuziosamente, come il passato di Morrigan, ciò che la giovane ha sopportato negli anni, una madre adorata e un padre terribile. È un viaggio nello spazio, nel tempo e nella psiche dei protagonisti, una discesa nel baratro e nell’oscurità umana, con però molti momenti toccanti e commoventi.
Ci tengo a ripetere quanto mi piace la scrittura di Giulia Calligola! Trovo che il suo modo di raccontare le storie, di usare le parole giuste al momento giusto, di creare nell’immaginario del lettore determinate scene, sia incantevole. Ogni sua frase, ogni descrizione, ogni dialogo, sembrano studiati accuratamente al fine di non essere scontati o banali. Non è da tutti la capacità di dire cose semplici con parole diverse, più ricercate, più accuratamente accostate le une alle altre. Come le scene violente, anche quelle erotiche sono esplicite e dettagliate, ma tutte perfettamente in linea con la storia, non buttate a casaccio, non infilate qua e là senza motivazione. Ogni scena è studiata e tratteggiata benissimo. Questo suo modo di scrivere mi aveva già conquistata in “Trecento danze”, che reputo un grandissimo libro, e in “La bellezza del vuoto” ha solo potuto confermare la mia opinione. Nonostante ciò, questo prequel l’ho percepito un gradino sotto il sequel. “Trecento danze” è geniale, folgorante, originale. “La bellezza del vuoto”, per quanto stupendo, resta un po’ indietro. Questo se devo fare una classifica, ma presi singolarmente sono due grandissimi romanzi, che meritano davvero molto.
Concludo ripetendo quanto mi è piaciuta la Dilogia del Vuoto e quanto secondo me merita Giulia Calligola come scrittrice. Se cercate una serie sorprendete, che non vi lasci un attimo per poter respirare, questa è quella giusta. Vale davvero la pena di conoscere Caesar, personaggio incredibile e indimenticabile, brutale e geniale, e Morrigan, forte e dolce, coraggiosa e appassionata.

