
Autori: Mauro Longo
Casa editrice: EL Edizioni
Data di pubblicazione: 2025
Genere: Librogame
Numero pagine: 256
Illustratore: Viola Masserenti
Trama
L’Anello di Oricalco si apre con una scena tanto semplice quanto efficace: mentre la principessa ci mostra l’anello magico, un improvviso colpo di scena lo fa cadere dalle sue mani. Un bizzarro uccellaccio lo afferra e lo lascia precipitare tra i rami dell’immensa foresta di Hyperia. Da questo incidente prende forma l’avventura del protagonista, una giovane sentinella incaricata di recuperare l’anello perduto. L’elemento che rende la vicenda originale non è tanto il pretesto narrativo, quanto il modo in cui si sviluppa: il viaggio non procede orizzontalmente verso terre lontane, ma verticalmente, costringendo a scendere di livello in livello attraverso le chiome, i tronchi e infine il cuore pulsante della foresta. Questo movimento discendente diventa la vera cifra stilistica dell’opera, che trasforma una missione apparentemente banale in un percorso di scoperta e meraviglia. Durante la discesa, il protagonista incontra popoli dalle culture uniche, comunità diffidenti e creature straordinarie che rendono l’esplorazione un’esperienza continua di sorpresa e crescita.
“Tocca a te, giovane sentinella, recuperarlo. Sarà un viaggio irto di pericoli, dove metterai alla prova le tue doti e il tuo valore. Ne sarai all’altezza?”
L’anello di Oricalco
Recensione
L’Anello di Oricalco costruisce la sua forza non tanto sull’intreccio, che resta volutamente semplice, quanto sull’atmosfera. La vicenda di base, il recupero dell’anello perduto, è un classico pretesto narrativo, ma a renderla memorabile è l’ambientazione unica. La foresta di Hyperia non è solo uno scenario, ma una presenza viva e mutevole, che si lascia scoprire discendendo attraverso i suoi livelli come in un viaggio a strati. Ogni passo verso il basso rappresenta un’occasione per esplorare nuove culture, tradizioni e creature, dando al lettore la sensazione di attraversare un ecosistema organico e coerente. La trama diventa così un percorso di scoperta più che di azione, capace di catturare con la curiosità più che con la suspense.
Ad arricchire il viaggio ci sono figure secondarie ben approfondite e tridimensionali. Il protagonista, si muove in un mondo popolato da incontri significativi. Tra questi spicca la spada parlante: un personaggio vanesio e ironico, che porta leggerezza e comicità senza scivolare nel banale. Le sue battute spezzano i momenti più tesi, ma al tempo stesso forniscono spunti narrativi utili, dimostrandosi una presenza funzionale oltre che divertente. Anche i popoli che si incontrano lungo la discesa non sono mai stereotipati: ciascuno porta con sé riti, abitudini e diffidenze che li rendono credibili, contribuendo a far percepire Hyperia come un mondo realmente abitato e sfaccettato.


Un ruolo di rilievo è affidato alle illustrazioni di Viola Masserenti, che non si limitano ad accompagnare il testo ma diventano parte integrante dell’esperienza di gioco. Le immagini, spesso a tutta pagina, raffigurano ambienti, creature e situazioni con un tratto evocativo e denso di atmosfera. Non sono solo un supporto visivo, ma uno strumento ludico: nascondono numeri, forniscono indizi e interagiscono direttamente con le scelte del lettore, trasformando la lettura in un’esperienza attiva. L’uso del bianco e nero, unito alla cura per i dettagli, amplifica il senso di immersione e restituisce con efficacia l’idea di un mondo rigoglioso, stratificato e misterioso, rendendo Hyperia ancora più viva e affascinante.
Gabriele Dice
“Mi è piaciuto un sacco L’Anello di Oricalco perché sembra davvero di scendere dentro un albero gigante pieno di sorprese. Ogni volta che giri pagina trovi popoli strani e animali che non avevi mai visto. La spada che parla mi ha fatto ridere, anche se a volte è un po’ antipatica. Le immagini sono belle e ti fanno venire voglia di continuare a leggere.“
