
Autori: Giordano Sardella, Stefania Wolfy Rossini
Casa editrice: Gamers Hunter
Data di pubblicazione: Novembre 2025
Genere: Gioco di Ruolo Noir
Numero pagine: 12
Lingua: Italiano
Recensione
Benvenuti nella Tokyo del 1926, una città in bilico tra il peso della tradizione e il fragore inarrestabile della modernità. L’Imperatore Yoshihito attraversa gli ultimi giorni della sua vita, e l’intero Paese trattiene il fiato, diviso tra la devozione al sovrano e le speranze di chi immagina un futuro diverso. Nelle strade di Ginza le insegne illuminano a giorno la notte e i caffè alla parigina inondano di jazz le strade, mentre nei vicoli di Asakusa la polizia speciale Tokko vigila su idee sovversive. Eppure, tra la colta frivolezza dei salotti di Kyoto e il mercato di Tsukiji, la Miyako Shinbun custodisce tutti i misteri che nessuno ha davvero interesse a portare alla luce.



The Midnight Pages è un gioco di ruolo narrativo e cooperativo, privo di dadi, in cui l’indagine si intreccia con la narrazione in una storia di genere noir. Il suo scopo non è vincere, ma costruire insieme un racconto denso e coinvolgente. Senza master, la storia è affidata interamente alla fantasia e alla collaborazione dei giocatori.
Ci troviamo nella Tokyo del 20 dicembre 1926: sulla Miyako Shinbun troviamo articoli capaci di restituire con straordinaria fedeltà le atmosfere dell’era Taisho al tramonto. Tra articoli sulla salute dell’Imperatore, reportage sul progresso dell’elettrificazione della capitale e cronache di arresti per attività sovversive, il giornale offre una vasta gamma di spunti narrativi per dare vita alle vostre sessioni. Come per gli altri titoli della serie, il QR code in fondo al giornale permette di accedere gratuitamente al regolamento, ai personaggi pregenerati, alla mappa storica di Tokyo e alla versione digitale del gazzettino.
La qualità del materiale fornito è molto alta, e l’ambientazione giapponese regala alla serie una voce del tutto nuova rispetto alle precedenti uscite ambientate in Italia. Il contrasto tra la Tokyo modernissima, ricostruita sulle macerie del terremoto del Kanto del 1923, e la spiritualità shintoista che pervade ogni angolo della città crea un terreno di gioco ricchissimo. I personaggi pregenerati sono costruiti con cura e offrono molteplici possibilità narrative già al primo sguardo.
Come già osservato per La Gazzetta Piemontese e La Voce Partenopea, questo formato si rivela ancora una volta una formula vincente. Il giornale non è un semplice manuale di ambientazione separato dalla sessione, ma un oggetto vivo che può entrare direttamente nella narrazione, aumentandone l’immersività in modo naturale. Molto più adatta a one shot o sessioni brevi rispetto a campagne lunghe, la Miyako Shinbun si presta comunque a essere intrecciata con le altre città della serie per chi volesse costruire qualcosa di più articolato.
L’importante, come sempre, è mantenere il tono coerente all’ambientazione, rispettare il ritmo narrativo degli altri giocatori e ricordare che nessun punto di vista prevale.
Siete pronti a perdervi tra i vicoli di una Tokyo che non dorme mai, in cerca di verità che qualcuno preferirebbe tenere sepolte?

